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28/01/2018 - Comunicati Stampa

SAN MICHELE /BIBIONE: SINDACO CODOGNOTTO ATTACCA BOLKESTEIN

I Sindaci della Costa Veneta in prima linea contro erosione delle spiagge...

28 Gennaio 2018


 

SAN MICHELE AL TAGLIAMENTO

Bolkestein e Erosione costiera

I Sindaci della Costa Veneta in prima linea

 

 

Se ne parla ormai dal 2006 in Europa e dal 2010 è entrata a pieno titolo anche in Italia. Si tratta della Direttiva Europea 2006/123/CE meglio conosciuta come Direttiva Bolkestein ed è una direttiva relativa ai servizi nel mercato europeo comune che comprende anche la disciplina relativa al rilascio delle concessioni demaniali marittime. Nella sostanza tale disciplina rivede completamente il modello di rinnovo delle concessioni, prima regolate dal codice della navigazione, prevedendone, una volta scaduto il termine, l’assegnazione solo tramite gara ad evidenza pubblica. Bene, si potrebbe affermare, il principio è condivisibile, un bene pubblico come una spiaggia non può rimanere sine die appannaggio degli stessi. Inutile dire però che il sistema italiano non è pronto, o, quantomeno, non lo era e non lo è, nella stragrande maggioranza dei casi.

Difatti dalle Istituzioni Nazionali alle Regioni e via via fino alle singole categorie economiche c’è stata una poderosa attività atta ad affievolirne il peso giuridico e la cogenza o, meglio, a chiedere un allungamento nei tempi di applicazione senza però ottenere risposte. Invece è risaputo che la Germania e la Spagna hanno ottenuto dall’Europa, sin dall’origine, una dilazione di 30 anni. Per il risultato ottenuto da quest’ultime due Nazioni si preferisce un “no comment”. Tornando all’Italia, le pratiche portate a conclusione con il rilascio da parte dei Comuni della concessione pluriennale ai sensi della Bolkestein sono pochissime. Perché? Perché la Direttiva Europea non ha considerato, o, meglio, i nostri Parlamentari Europei, non hanno sollevato i tanti problemi strutturali e ambientali che le coste italiane hanno ed anche il fatto che in Italia i concessionari sono oltre 30.000 con caratteristiche e specificità anche totalmente diverse tra loro; basti pensare a concessioni che si estendono su oltre 40.000 mq di superficie e altre invece di soli 200 mq.

Il tema da affrontare e approfondire è questo: perché si continua a discutere così tanto della Bolkestein quando il mare si sta mangiando la spiaggia? Quali concessioni si metteranno in gara se tra qualche anno, sulla gran parte delle coste italiane i litorali saranno senza sabbia? Se continua così di quale economia turistico-balneare parleremo tra poco tempo? Ma non solo, la fascia costiera mediterranea è caratterizzata da paesaggi di eccezionale valore naturalistico e da elevati habitat particolarmente rilevanti in termini di biodiversità e complessità funzionale, come verranno protetti?

A livello Italiano è stato istituito il “Tavolo Nazionale Sull’Erosione Costiera – MATTM/REGIONI“ il quale ha prodotto “Le Linee Guida Nazionali per la difesa della costa dai fenomeni di erosione e dagli effetti dei cambiamenti climatici”.

A livello Europeo la gamma di studi e ricerche nel settore si amplia enormemente: solo a titolo di esempio si possono richiamare “Coastal Erosion an Protection in Europe“, un compendio monografico sui diversi Paesi Europei relativamente alla problematica dell’erosione e alle soluzioni adottate per farvi fronte; lo studio Eurosion promosso dalla Commissione Europea e lo studio Peseta del Joint Research Centre dell’Unione Europea sugli impatti economici in relazione al non adattamento o adattamento del territorio e delle zone costiere ai cambiamenti climatici attesi nei prossimi decenni secondo gli scenari formulati dall’IPCC (Intergovernmental Panel of experts on Climate Change).

Quest’ultimo studio stima in circa 5,4 miliardi di Euro annui il costo dell’erosione costiera compreso tra il 1990 e il 2020 e stabilisce che il numero delle vittime, legate all’erosione costiera o alle alluvioni raggiungerà il numero di 158.000 nel 2020 e che metà delle zone umide costiere europee si prevede possa scomparire a causa dell’innalzamento del mare.

Quindi una preoccupazione diffusa, contestualizzata, condivisa, ma, paradossalmente, ancora non viene messo in relazione tale scenario con l’applicazione della Bolkestein: uno scenario cioè in cui le attuali concessioni demaniali marittime, delle quali si sta discutendo il rinnovo, potrebbero in poco tempo non esistere fisicamente più o ritrovarsi “collocate” in acqua a causa della drammatica erosione del litorale.

Il Commissario europeo per l’ambiente Margot Wallstrom auspica che:gli Stati membri dell’Unione Europea e le Amministrazioni Regionali terranno in debita considerazione le raccomandazioni di Eurosion. Da parte nostra – aggiunge la Wallstrom - la Commissione le terrà in considerazione al momento di definire la sua strategia per la difesa del suolo e di altre rilevanti politiche territoriali “.

La domanda sorge spontanea: perché la signora Wallstrom e il signor Bolkestein non si parlano? E l’altra: cosa stanno facendo i nostri parlamentari europei? E il Governo Italiano?

Purtroppo la risposta è scontata: quasi nulla. Nel senso che ognuno ha continuato, indipendentemente dall’evolversi della situazione, ad interessarsi solo del proprio ambito senza mai attuare una strategia d’insieme e senza nemmeno condividere le analisi, gli studi e le possibili soluzioni.

Eppure nel 2004, quindi ben 14 anni fa, è stato stimato che circa ventimila chilometri di costa, pari al 20% del totale sono stati interessati dall’erosione, con un arretramento della linea pari a circa 15.100 km, alcune delle quali nonostante la presenza di opere di protezione costiera (2.900 km). E’ stato altresì stimato che circa 15 kmq di territorio vengono abbandonati o seriamente danneggiati ogni anno a causa dell’erosione costiera. Rispetto a 50 anni fa, la popolazione che vive nei Comuni costieri europei è più che raddoppiata raggiungendo i 70 milioni di abitanti nel 2001, mentre il valore totale delle risorse economiche (il capitale investito) entro i 500 metri della linea di costa si è moltiplicato fino a 500 – 1000 miliardi di euro nel 2000.

La difficoltà di conciliare la sicurezza degli abitanti e delle risorse per preservare gli spazi costieri naturali si è ulteriormente acuita negli ultimi 15 anni a causa della crescita degli investimenti, dell’intensificazione delle difese costiere e della considerevole riduzione delle portate solide fluviali (dati studio Eurosion).

Si sa tutto eppure non si fa quasi nulla.

Anzi, le responsabilità vengono via via declinate fino ad arrivare, come sempre, al livello più basso: ai Sindaci.

Sindaci i quali hanno ormai tutte le deleghe possibili e immaginabili ma senza trasferimento di risorse per farvi fronte, anzi, lasciati in completa solitudine a districarsi altresì in un labirinto normativo che genera solo contenziosi ed enormi perdite di tempo. E intanto assistono pressoché impotenti all’evolversi di una situazione drammatica.

E allora i Sindaci scendono in campo

e fanno queste considerazioni e proposte.

Primo: si affronti innanzitutto il problema dell’erosione e delle risorse da impiegarvi per porvi rimedio e poi di Bolkestein.

In secondo luogo: se di Bolkestein si deve parlare allora si attui una politica ed una legislazione chiare che leghino anche gli investimenti dei privati alle opere necessarie per combattere l’erosione e ciò in occasione del rinnovo delle concessioni demaniali marittime.

In terzo luogo si lascino ai Comuni e alle Regioni le risorse derivanti dai canoni demaniali (e non le miserie attuali) con destinazione vincolata alla difesa costiera.

 

 

UFFICIO TURISMO

Comune di San Michele al Tagliamento

 

 



 
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