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13/02/2022 - Primo piano e Cronaca

IN RICORDO DELLA MIA MAMMA SEVERINA CHE ORA NON C'E' PIU'

Il dolore di un figlio che ha il cuore che piange e le lacrime agli occhi...

 

ALLA MIA MAMMA CHE NON C’E’ PIU’

 

Quando viene a mancare una persona di 96 anni si pensa sempre abbia vissuto abbastanza, se ne va a una bella età e i loro familiari dovrebbero essere preparati al distacco e al dolore per la perdita della persona cara, ma non è sempre così, specialmente quando si è vissuto una intera vita insieme e gli ultimi 36 anni in due soli, nel mio caso madre e figlio, e vi assicuro che benchè abbia 67 anni il dolore è enorme, immenso, difficile da accettare, bisogna elaborare il lutto, ci vuole tempo dicono, poi il dolore si attenua e la vita continua, speriamo sia così perché per il momento la mia visione è ben altro e i miei sentimenti pure.

Severina si chiamava la mia mamma, nata nel 1925 a Teglio Veneto, a quei tempi nelle campagne niente luce ma lampade a petrolio, e alla sera tutti nelle stalle a scaldarsi e chiacchierare, niente radio (che stava nascendo in quegli anni) e la televisione era ancora da inventare, la scuola non era cosa per tutti, e mia madre che non la frequentò molto, imparò a leggere e scrivere da sola, era orfana di madre e il padre mai conosciuto, fu mandata da giovanissima a Roma per imparare un lavoro, ma finì a “servizio” di una famiglia benestante e allora tanto valeva farlo a casa sua, e visto che oltretutto non le piaceva stare nella capitale, i suoi parenti la portarono a Portogruaro, che poi diventò la sua città, fu anche testimone visiva dei tre Martiri impiccati in piazza, li vide penzolare  da lontano benchè le avessero raccomandato di non guardare.

Si sposò a Teglio subito dopo la fine della guerra con Luigi, e mi raccontò che chiesero poi un passaggio a un contadino che passava di là con il carro trainato da un mulo (siamo nel paese dei mussi) che li portò fino a Concordia (mio padre era di Cavanella), la sua vita fu dedicata alla famiglia e al suo mantenimento, fare crescere 4 figli (Giovanna, Santina Gianfranco e Adriano) nel dopoguerra non era facile, fame e miseria in giro ce n’era molta, e mamma Severina è arrivata a fare anche più lavori contemporaneamente, alzandosi anche alle 4 di mattina, rimase vedova a 60 anni, tre figli si erano sposati, mentre il “mammone” Gianfranco rimase con lei, come detto sopra, per altri 36 anni, impossibile descrivere con delle parole l’affetto e l’amore figliare vissuto insieme, posso solo dire che bontà, umiltà, onestà, dignità, rispetto e spirito di sacrifico sono tutte cose che ho imparato da lei, da mamma Severina, donna credente e semplice, una grande donna.

Adesso ci ha lasciato, tutti mi dicono che era arrivata la sua ora, che devo essere contento per come ha vissuto con me tutti questi anni, che non le ho mai fatto mancare niente, non è andata a finire abbandonata in una casa di riposo come purtroppo finiscono in molti, e nonostante gli ultimi quattro anni siano stati difficili perdendo la piena autonomia del proprio corpo, dovendo essere aiutata  in molti gesti quotidiani, è rimasta con il sorriso sempre in bocca, se ne è andata serenamente, senza soffrire e lucida di testa, niente Covid, devo essere contento, mi hanno ripetuto, ma io adesso provo solo dolore, incolmabile, la mia mamma non c’è più e io sono rimasto solo, il mio cuore piange, i miei occhi pure, spero mi veda e mi comprenda, è stata tutta la mia vita. Ciao mamma, ti voglio bene.

 

                                                                         Tuo figlio Gianfranco

 

 

RINGRAZIAMENTO 

Un grazie di cuore a tutti coloro che hanno espresso vicinanza per la perdita della mia cara mamma Severina, che ora riposa in pace insieme alla sua adorata zia Regina (*) che per lei è stata come una seconda mamma.

 



 
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